samedi 7 janvier 2012

L'essere umano



Chi piu’ di me
Puo’ dire di conoscere
L’essere umano ?

Io che ho amato,
Odiato,
Tradito,

Io
che il bene
ed il male ricevetti
e che il male ed il bene
ho ordito,

io che la vita ho conosciuto,

io ti capisco,
uomo.

03 01 11

Sulla scelta dei miei studi

Meno il mondo intero sembrava credere in me,
piu' io credevo in me stessa,
credendo sempre meno nel mondo.

3 Ottobre 2011

Dove finisce l'amore

 
Dove finisce l’amore che non si é dato ?
Forse all’inferno...
Dove finisce l’amore che non si é ricevuto ?
Forse nell’oblio...

Dove finisce tutto l’amore che abbiam perso ?
Spero in cielo 
dove colui a cui penso 
possa riceverlo e comprendere...

17 Giugno 2011

Pensiero "Due sono le verita'"


Due sono le verita’ essenziali

Nessuno si capira’ mai l’un l’atro / reciprocamente ; siamo e resteremo degli sconosciuti l’un per l’altro, l’empatia é un illusione. Noi ci autoconvinciamo di comprendere e di essere compresi dall’altro, ma si tratta di pura autoconvinzione, di un’illusione che ci permette di non impazzire in una solitudine suicidaria. D’altronde sono convinta che molti dei suicidari che sono passati all’atto erano d’accordo con me. Peccato che non sia piu’ possibile domandare loro confermazione.


L’alcool é una droga legalizzata dagli effetti devastatori sul sistema neurologico. Leggere il post qui sopra per convincervene.


28/04/11

Un dodo viveva sulle rive del fiume Ox

 
Un dodo nero
di nome Nero
viveva con altri dodo
Sulle rive del fiume Ox.

Nero rideva e giocava
Come i suoi simili,
Eppure non era
Un dodo come un’altro.

Lui solo sapeva volare.

Nell’oscurita’ della notte,
Uscendo di soppiatto,
Spiccava il volo
Verso il cielo nero,
Dove nessuno
Avrebbe potuto notarlo.

Solo che quando
 Ai primi albori dell’alba
Egli riatterrava
Sulla sua terra,
Sembrava proprio
Essere Un dodo
Come tutti gli altri

Ma lui sapeva
Che anche quella notte
Aveva spiccato
Il volo.



20 Settembre 2011

Poesia "Sulla riva del fiume"


Sulla riva del fiume

Loro erano li’,
Ed io con loro,
Ma solo in apparenza,
In realta’,
Io ero dall’altra parte
Del fiume.

Io stavo rinunciando
Alla vita.

Loro erano li’,
Ma io non ero con loro,
Io ero dall’altra parte del fiume,
A guardali vivere.

L’acqua scorreva sotto
I miei occhi infelici,
Le mie lacrime si confondevano
Con lui,
Ma nessuno si volse
A guardarle cadere.

Allora rinunciai
Alla vita.

Tentai
Di uccidermi
Gettandomi nel fiume.

Ma il fiume mi riporto’
a galla...

Lui aveva scelto per me
La vita.

Gettando un ultimo
Sguardo ai miei amici,
Un sorriso prende
Il posto delle lacrime,

Allora capii
Cos’era la vita,

Per sempre
Mi voltai,
Verso un’altra riva...

La vita aveva scelto per me
La vita.

20 Settembre 2011

Il velo. Dialogo con una ragazza musulmana. Lei risponde alle mie domande sulle donne nell'Islam cosi':

In breve, questo é il succo del lungo dialogo inter-culturale che ho avuto con questa ragazza:

<< Nell' Islam la donna non è mai stata sottomessa all'uomo, ci sono delle regole precise sia per la donna che per l'uomo.

In certi casi (dove Dio ha ritenuto necessario) é data superiorità alla donna rispetto all'uomo e viceversa.; ad esempio: per i figli il rispetto verso la madre è superiore (rispetto ad un padre), e poi viene il padre. Il ruolo dell'uomo, in seno alla famiglia, è di proteggere la propria donna e non di sottometterla. la donna è libera di lavorare, e anche di viaggiare non accompagnata.
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Il Corano dice:
Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri (simili a quelli degli uomini), in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono un grado sopra di loro (hanno maggior responsabilità). Allah è potente, è saggio. (Al Baqara 2: 228)

Tale grado è il Quiwama (mantenimento e protezione). Questo si riferisce alla differenza naturale tra i sessi che dà diritto al sesso debole di essere tutelato, protetto. Essa non implica alcuna superiorità o vantaggio di fronte alla legge.

qui ci si riferisce alla responsabilità (mantenimento, protezione ecc...) dell'uomo verso la propria donna e la propria famiglia >>.

Réfléxion sur la religion, riflettendo sulla religione...

Non esiste un solo modo di essere liberi. la liberta', quella vera, é di poter scegliere se portare il velo oppure no. é la liberta' di poter professare la propria religione, sia questa cattolica, protestante o islamica. la liberté di scegliere. non esiste un solo modo di essere 'aperti'. nell'imporre il proprio punto di vista, la propria condotta , la propria etica, non c'é alcun rispetto.

Il n'y a pas une seule façon d'etre libres. la liberté, la vraie, est de pouvoir choisir si porter le voile ou de ne pas le porter. la liberté c'est pouvoir suivre librement sa religion sans etre jugée. Il n'y a pas une seule façon d'etre ouverts! Il y a-t-il une justice dans le fait d'imposer son point de vue sur la religion et sur la façon la plus juste de la professer?

capodanno, piu' una riflessione sulle festivita' in generale

Ps: ho scritto questo posto due anni fa e da allora il mio pensiero é un évoluto. Delle ricerche mi hanno portato a riflettere sul perché il nuovo anno fosse festeggiato da tempi immemorabile e dalle comunita' umane piu' diverse. L'ancestralita' di questa pratica mi porta a fare delle reflessioni piu' generali sul significato della festa come momento di ritrovo e di condivisione di una comunita'. quello che continua a terrorizzarmi é lo spaventoso marketing che ci circonda e che impoverisce i buoni propositi ed i giusti principi di simili festivita'.


Ecco la mia riflessione di due anni fa, riflessione impulsiva dovuta ad una pressione esterna (marketing) da cui sto' tutt'ora cercando di proteggermi...
Un giorno fuggiro in Nuova Zelanda, in una montagna sperduta dell'isola del Sud, circondata solo da foreste e pecore... li' forse potro' festeggiare quello che mi pare, quando mi pare, come mi pare...

Per carita', lo so, il capodanno é festaggiato da tutti + o meno da sempre, ovunque sulla terra.
io stessa l'ho festeggiato  per anni con amici e parenti, divertendomi molto, adorando i fuochi d'artificio e scappando dai botti di mio fratello e dei suoi amici.
Ma da qualche anno a questa parte festeggio il capodanno diversamente, in modo + tranquillo, meno fetoso e chiassoso (ma sempre godendomi gli amatissimi fuochi d'artificio).
A capodanno ci si diverte, ci si deve divertire, si deve bere, soprattutto nei paesi nordici dove si deve bere la birra o un altro alcolico possibilmente + forte, sine qua non non si é un essere umano e non ci si puo' divertire.
Scusate, io non voglio perturbare nessuno, ma NON CAPISCO, lo giuro, COSA CI SIA DA FESTEGGIARE ogni anno nuovo. Un anno in + di vita forse, o uno di meno?? non lo so, per me resta un mistero, lo dico con sincerita', senza alcuna ironia. vi prego, spiegatemelo voi. la terra é forse contenta di essere sopravvissuta ancora 365 giorni senza nessun cataclisma che la distruggesse per sempre?
perché festeggiare un nuovo anno?
E poi cos'é questo delirio da festa imposta stile: "é capodanno e DOBBIAMO divertirci, se non ti diverti sei uno sfigato".
 Per me il capodanno resta un giorno come un altro sul calendario, un giorno dove il mio sonno é perturbato dal macello che viene dall'esterno, dove ci sono + morti in strada o vittime dei fuochi pirotecnici,  ma resta fondamentalmente un giorno come un'altro, una data su un calendario.
sono davvero cosi' pazza? quando ho detto alla mia collega che io questo capodanno lo avrei passato senza uscire di casa, da sola con il mio ragazzo, nella calma + totale, é impallidita e quasi sveniva.
"Non capisco" mi ha detto con sincerita' spiazziante.
"Non c'é nulla da capire, tesoro mio" a parte il fatto che io mi diverto quando voglio io senza bisogno che nessuno mi imponga una data nella quale io debba assolutamente fare la festa come LA MASSA fa.
Quando faccio 'come tutti' personalmente non mi sento nessuno, appunto.
Anzi mi sento completamente alienata, una pecora in un gregge dove tutti fanno "BEEEE BEEEE BEEE'
mi dispiace se qualcuno possa sentirsi offeso dai miei propositi, e' solo un punto di vista, che la gente si diverta pure, fa bene alla salute, ma non dimenticate che si sono anche altri 364 giorni per poter profittare della vita, quindi a voi tutti, CARPE DIEM!!!

ps: ho scritto questo posto due anni fa e da allora il mio pensiero é un évoluto. Delle ricerche mi hanno portato a riflettere sul perché il nuovo anno fosse festeggiato da tempi immemorabile e dalle comunita' umane piu' diverse. L"antiquita' di questa pratica mi porta a fare delle reflessioni piu' generali sul significato della festa come momento di ritrovo e di condivisione su una comunita'. quello che continua a terrorizzarmi é lo spaventoso marketing che ci circonda e che impoverisce i buoni propositi ed i giusti principi di simili festivita'.

Riflessioni sul Natale e dilungazione sulla cristianita'

PS: post vecchio su un Natale spiritualmente deludente. Per fortuna le cose stanno migliorando, si rigioca a carte, o ad altri giochi di societa', si é meno stressati, il clima si é disteso e quello che conta infine é proprio il pensiero (crisi non permettendo)... un Natale sobrio dal punto di vista dei regali, ma ricco di buone cose da mangiare preparate con amore ed in compagnia. Parlero' del mio Natale 2011 su di un altro post, per ora godetevi il mio sfogo sul un vecchio Natale che mi aveva molto amareggiata...


Sono interessata alla religione, e sono aperta alla conoscenza di tutte le religioni del mondo, che mi piace comparare con la religione cristiana, che é la religione nella quale sono cresciuta e che per forza di cose conosco meglio delle altre.
Entriamo nel vivo della questione.
 Il Natale, da qualche anno a questa parte, mi mette proprio di cattivo umore. Non solo perché durante il periodo natalizio mi devo preparare per gli esami, purtroppo.
La cosa che mi sta' + a cuore é che Non c’é + nulla di religioso nella mia famiglia, quest’atmosfera comsumeristica mi distrugge dentro, mi riempie di tristezza e mi inaridisce il cuore.
 Una volta i miei genitori mi portavano in chiesa per la santa messa, oggi di messe non ne vediamo neppure il colore, né a Natale, né a Pasqua, finita la religione, finita la fede. Consumare, consumare, consumare…

Banalita’ su Banalita’.
Shopping e solamente shopping, questo é quello che conta.
COMPRO ERGO SUM

Ogni natale sono sempre + triste, spiritualmente parlando.
Perché festeggiamo il natale ? Tu lo sai ?
Perché cucinare ore ed ore un’abbondante cena se poi nessuno mangia perché si sono saziati con i torroni e panettoni vari a merenda ? Mi vuoi dire che senso ha ?
Perché non facciamo + il presepe a Natale ?
Natale senza presepe, natale senza preghiere, natale senza fede, solo centinaia di euro spesi e pochi ringraziamento. Nemmeno un biglietto di auguri.

Non si gioca nemmeno +  tombola !!! Siamo tutti cosi’ stanchi di correre a fare compere su compere che arriviamo alla vigilia stanchi morti, senza nessuna voglia di godersi il natale.
Innominabile tristezza.
In cauda venenum,  una delle mie sorelle che va a letto senza augurare la buona notte. I miei mi dicono che é un abitudine, lei sparisce cosi’ e la si rivede il giorno dopo a mezzodi’ senza alcun rimprovero. Come si possono elevare dei figli in maniere cosi’ diverse ?
Intorno a me risuonano cori di ‘buon natale’ falsi, senza emozione, senza senso, come tutto il resto d’altronde.
La citta’ si riempie di luci suggestive e di gadget abominevoli.
Trovo babbo natale sempre + grottesco.
Lascando il natale da parte, torno all’ argomento religione nella societa’ occidentale contemporanea.
Quelli che sono messi peggio di tutti, ai nostri giorni, sono i cattolici. I protestanti + o – se la cavano, a parte la teoria di Weber sullo spirito capitalista ed i carismatici accusati di essere dei pazzi visionari, almeno non abbiamo tutti i problemi che i cattolici devono affrontare ai nostri giorni.
I protestanti hannno avuto il loro periodo nero secoli fa, ora siamo fuori pericolo.
 Per i cattolici invece, il futuro lo vedo sempre + nero. Le chiese sono sempre + vuote, non c’é + nessuno che vuole vestire gli abiti monacali e dedicare la sua vita al Signore.
Tolti i crocifissi dalle aule (ma capisco il discorso della laicizzazione delle istitutioni ed anzi lo condivido appieno),  ridicolizzati i santi e gli apostoli con film da quattro soldi, la chiesa screditata con storie di pedofilia ed accusata di essere retrogada perché i preti non si sposano…
Ora che hanno violentato una delle tradizioni cristiane piu' fondamentali, di noi cristiani cosa restera’ ?